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lu sule, lu mare, lu vientu

L’antichità

Il Salento, a picco nel Mediterraneo, è stata da sempre meta abituale di genti marinare, avventuriere e fuggiasche che, oltre a transitarvi, spesso vi si insediavano stabilmente, introducendo gli usi ed i costumi delle loro terre. I Cretesi furono i primi, tra i popoli del Mediterraneo, a commerciare con gli indigeni salentini, stringendo con essi rapporti culturali e sociali.


Successivamente, anche i Micenei giunsero nel Salento, così come racconta Dionigi di Alicarnasso, e fondarono Hiria, che secondo i più sarebbe Oria e secondo altri si sarebbe trattato di una cittadina nei pressi di Patù. Secondo un’antica leggenda, riportata da Erodoto e confermata da Tucidite, furono proprio Cretesi e Micenei, stanziatisi nella Puglia meridionale, a dare vita ai Messapi Japigi. Messapi significa “popolo tra i due mari”. Altre fonti, invece, fanno risalire i Messapi ad una mescolanza tra Cretesi ed Illiri, un popolo, quest’ultimo, proveniente dal Nord dell’Albania.


I Messapi fondarono numerose città quali Alezio, Veretum, Vaste, Rudiae e Manduria. Riconobbero da subito la supremazia culturale ed economica dei vicini Greci ed ebbero infatti intensi contatti con le genti dell’Attica e del Peloponneso. Il loro dio della luce Batas, venerato nella grotta della Porcinara, nei dintorni di Leuca, fu successivamente assimilato al dio greco Zeus. La dea Thena, venerata nei pressi di Porto Cesareo, nell’antico villaggio di Scalo di Furno, venne assimilata dai Greci alla dea Artemide (Diana). L’unica traccia letteraria della cultura messapica che la storia ricordi fu lasciata dal poeta Quinto Ennio da Rudiae, mentre quasi niente rimane della lingua messapica.