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lu sule, lu mare, lu vientu

L’antichità

Nel 706 a.C. gli Spartani fondarono Taranto. Archita da Taranto, filosofo pitagorico, governò la città e dette alla polis un momento di particolare sviluppo, riprendendo il dominio sul golfo, al quale però seguì un rapido declino determinato dall’arrivo dei Romani. Dopo alterne vicende nel 272 a.C. Roma sconfisse Taranto ed il suo alleato Pirro, re dell’Epiro, appartenente alla dinastia dei Molossi.


Questa sconfitta segna la fine della Magna Grecia e dello splendore delle Polis localizzate tra le province di Lecce e di Taranto. Livio Andronico, simbolo dello sviluppo socio-culturale di Taranto, il primo a tradurre l'Odissea in latino, fu condotto schiavo a Roma, ma riuscì ad affrancarsi grazie alle sue opere come autore teatrale comico e drammatico. Con i Romani, Brindisi divenne il porto più importante dell'Italia meridionale, la porta d'Oriente di Roma a cui venne collegata dalla via Appia, cui seguì la costruzione della via Emilia, la via Gellia e successivamente le vie Traiane ed Adriane.


La fondazione di Lecce, l'antica Lupiae, risale all'età imperiale. Sorta a circa 3 Km dalla messapica Rudiae, deve il suo incremento demografico all'imperatore Adriano, che fece costruire il porticciolo di San Cataldo e, quasi certamente, l'anfiteatro, che poteva accogliere circa 20 mila persone. Più piccolo, ma interamente conservato, è il teatro a platea centrale, che poteva ospitare 5 mila persone. In epoca romana l'economia locale divenne prevalentemente agricola, vi furono impiantati uliveti e vigneti.