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Cenni Storico-Artistici

 

Rione Borgo Terra: con questa denominazione viene indicato il nucleo abitativo più antico di Castrignano del Capo. Si presenta come una sorta di quadrilatero: ogni lato è lungo circa 60 metri. Detta configurazione si spiega con la necessità di difendere gli abitanti del Casale dalle varie incursioni di briganti e Saraceni sul finire del XIV secolo.

Il borgo ha subìto nel tempo interventi di trasformazione e adattamento alle varie esigenze, però ha fortunatamente conservato intatta la struttura originaria davvero molto affascinante: sul decumano e sui vicoli si affacciano i piccoli ambienti che ci riportano nel cuore del Medioevo Salentino.
Il prospetto principale di Borgo Terra venne arricchito nel 1460 dal magnifico palazzo Fersini progettato dall'architetto Montanaro di Lecce. Castrignano del Capo, sito nel distretto di Gallipoli della Provincia di Terra d'Otranto (a sua volta costituita da altri 3 distretti: Lecce, Taranto e Brindisi), nel 1848 contava 2345 abitanti, di cui 471 a Giuliano, 437 a Salignano e 1437 a Castrignano (Leuca compresa).

La Chiesa della Madonna de "Le Rasce" è situata a circa 3,5 km fuori dal centro abitato di Castrignano del Capo, nei pressi della superstrada Leuca - Gallipoli.
In questo luogo, in passato, sorgeva un antico casale denominato "Crimino" o Criminno" dove la tradizione indica una grotta nella quale l'Apostolo S. Pietro, approdato a Leuca per convertire alla fede cristiana le popolazioni salentine, si rifugiò per sfuggire alla persecuzione anticristiana. Ignorata per secoli, nascosta da pietrame ed arbusti selvatici, è stata scoperta il 21 dicembre 1670, in seguito all'apparizione in sogno della Madonna di Leuca ad una donna inferma, alla quale la Vergine chiedeva di mandare qualcuno nella grotta di S. Pietro. Il figlio Bartolo, recatosi sul posto, trovò un'immagine della Madonna. Nel 1679 venne edificata la chiesetta, dedicata alla "Beata Vergine delle Grazie". Esternamente la struttura muraria è costituita da conci di tufo carparino, oggi in cattivo stato, se si considerano le muffe abbarbicatesi soprattutto nelle aree maggiormente soggette allo scolo delle acque, provenienti dai lastrici.

La volta è di una tipologia mista definibile a spigolo, lunettata nelle testate, tipologia inconsueta ed assai interessante, soprattutto, considerando le soluzioni costruttive a tre arcate di sapore neo gotico. In chiave vi è un rosone ottagonale sospeso, in pietra leccese di pregevole fattura. L'altare esistente è situato su un recente basalto a due alzate di cemento battuto e tufo, con la mensa scorniciata ed intonacata. Alla parete della nicchia vi sono degli interessanti elementi decorativi in carparo con motivi floreali e volute che in passato dovevano appartenere all'altare originario.
L'illuminazione interna della chiesa è naturale ed è assicurata dall'apertura di tre finestroni, posti sui lati di transito del sole: sud, est, ovest ad una altezza di circa 6 metri dal pavimento (uno sterrato battuto).

Adiacente alla chiesa c'è un vano, piuttosto cadente, che in passato era adibito ad alloggio per i pellegrini, soprattutto nei periodi giubilari. La chiesa, infatti, per diverso tempo fu meta molto ambita dei fedeli, che chiedevano grazie alla Vergine.

 

La Chiesa di S. Giuseppe dista da Leuca circa 1 km ed è ubicata nella zona centrale del territorio comunale, circa 500 mt a nord-ovest della Chiesa della Madonna de le Rasce, nei pressi della torre de "li Capatali".

Fu voluta ed iniziata dai frati Romiti calabresi Fra Tommaso e Fra Giacomo nel 1620. Quando ancora, però, i lavori non erano terminati, sopravvennero nel 1624 le galere degli Algerini e i Romiti impauriti fuggirono. Fu poi continuata e compiuta dalla pietà degli abitanti di Castrignano e Salignano con l'aggiunta di un ospizio. Nel 1682 un cittadino di Salignano, un certo Francesco Lacca (detto Papa Cicco) vi fondò due benefici andati poi distrutti.

Di stile prettamente barocco, la chiesetta ha una struttura ad unica navata che va dal portale d'ingresso fino all'altare, quest'ultimo è situato nell'unica campata ad arco a tutto sesto, arricchito con rilievi floreali e rosoni. L'altare presenta ornamenti decorativi e fiori geometrici ed è sovrastato da una pittura di S. Giuseppe.Anticamente vi era anche una tela di S. Domenico di Aniello Letizia, che è stata poi trafugata. Davanti all'altare ce n'è un secondo moderno a forma di tavolo. Anche il soffitto risulta arricchito da bassorilievi di ghirlande e rosoni in pietra di carparo. Sulla parte destra dell'entrata c'è un'acquasantiera in stile barocco. Il portale all'esterno risulta incorniciato nel suo insieme da strutture floreali e lineari, scolpite su pietra di carparo. La Chiesetta divenne meta obbligatoria dei fedeli soprattutto durante i pellegrinaggi giubilari. Da questo posto, infatti, i pellegrini, prima di giungere al Santuario, rivolgevano il primo saluto alla Vergine, recitando e cantando alcuni salmi.

Qui si celebravano le messe del sabato e della domenica e il 19 marzo, sacro al patriarca S. Giuseppe, si teneva un mercato di mercerie e commestibili. Oggi, per la Chiesetta e l'ospizio si rendono necessarie notevoli opere di restauro, mentre il 19 marzo continua ad essere giorno di festa per la popolazione locale che si riversa nella zona prospiciente la Chiesa per la tradizionale "Fiera di S. Giuseppe".