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lu sule, lu mare, lu vientu

Castrignano del Capo

L'imponente castello cinquecentesco nella frazione di Giuliano. E poi la perla dell'estremo lembo d'Italia: Santa Maria di Leuca. Un promontorio frastagliato e roccioso, intervallato da splendide grotte naturali ed insenature sabbiose, sul quale svetta il Santuario di S. Maria di Leuca, meglio noto come "Finibus Terrae", ed il faro navale, alto 47 metri, posto accanto. Santa Maria di Leuca è diventato un importantissimo centro turistico; sono stati costruiti alberghi, ristoranti, villaggi turistici, senza fare violenza al territorio e allo splendido paesaggio naturale, a tutto vantaggio del turista che dovesse decidere di trascorrere qui le sue vacanze.

Protettore di Castrignano è S. Michele, festeggiato il 29 di settembre (Nel 1777 era sindaco di Castrignano del Capo Antonio Colabello che fece richiesta alla Sacra Congregazione dei Riti di approvazione del Patrono S. Michele); il patrocinio iniziò nel 1778 e sostituì la devozione per San Nicola, originario protettore, il cui culto era stato introdotto qui dai basiliani.

Non si conoscono i motivi del cambio, ma è opinione diffusa che in seguito agli ultimi, ma sempre pericolosi attacchi dei turchi, si sia voluto scegliere un patrono guerriero che avesse la forza sufficiente per difendere il paese. L'arcangelo Michele, infatti, era il capo degli angeli fedeli al Signore e fu il protagonista della cacciata di Lucifero dal Paradiso.

A Castrignano siamo particolarmente riconoscenti a San Michele per un miracolo: erano i primi anni del secolo e durante un violento temporale un fulmine colpì la statua del patrono in cima alla colonna situata nella piazza del paese. La violenza della folgore fu così forte che la testa della statua si spezzò in due e cadde a terra. I pezzi furono poi recuperati e rimessi insieme dagli abitanti, grati al santo per aver attirato su di se il fulmine evitando così che si abbattesse su Castrignano del Capo.