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lu sule, lu mare, lu vientu

Castrignano del Capo

Di importanza pari a quella del protettore sono in paese i santi Medici, festeggiati il 27 e il 28 settembre. Cosimo e Damiano, i guaritori per eccellenza nella storia del Cristianesimo, hanno qui un ascendente grandissimo. E di essi, tuttavia, i castrignanesi non si curarono in una processione di tanti anni fa.


Era dunque il 27 settembre e i fedeli portavano a spalla le statue dei santi per le vie del paese. Settembre, si sa, è il mese dei primi temporali, e quel giorno la processione fu disturbata da una pioggia battente, che era fastidiosa vista l'occasione, ma ben accetta perché non pioveva da circa un anno. Il primo pensiero, non appena cominciò a piovere, fu quello di sistemare i recipienti nei quali raccogliere la maggiore quantità possibile di acqua in vista di altri periodi di siccità, e poi c'era da aprire gli scolatoi che avrebbero portato la pioggia dalle terrazze alle cisterne. Questi pensieri profani distolsero i fedeli da quelli religiosi e così pian piano, uomini, donne e pure bambini abbandonarono la processione e scantonarono per le vie del paese verso le case lasciando le statue dei santi in mezzo alla strada. Ma risolti i problemi dell'approvvigionamento idrico, si presentarono quelli dell'approvvigionamento alimentare.


Con le prime piogge le lumache lasciano le zolle nelle quali sì nascondono ed escono allo scoperto, e fu così che i fedeli, dopo aver pensato a riempire recipienti e cisterne, se ne andarono per i campi a raccogliere "cozze", le lumache, appunto. In paese il povero parroco, bagnato come un pulcino, era l'unico rimasto a guardia delle statue bagnate anch'esse dei santi Medici, abbandonate pure dai portatori.