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lu sule, lu mare, lu vientu

Castrignano del Capo

Visto che tutti indistintamente si erano dati alla ricerca di lumache nessuno pensò che di quanto aveva fatto c'era forse da vergognarsi; d'altro canto, mancando una condanna collettiva, non ci fu fedele che si considerò in colpa per l'abbandono delle statue dei patroni. La cosa, tuttavia, era giunta alle orecchie degli abitanti dei paesi vicini che da allora appiopparono ai castrignanesi l'epiteto di "cuzziddhi" (lumachine).

Con il tempo, forse, e con un po' di buona volontà la nomea sarebbe stata dimenticata e a Castrignano si sarebbe cancellata la vergogna delle lumache, ma queste colpirono una seconda volta, e per la seconda volta i castrignanesi peccarono. Accadde in occasione di un'altra processione.


Nel Seicento fu edificata la chiesa di san Giuseppe proprio sul confine tra i casali di Castrignano e di Salignano, oggi frazione del primo. La cosa fece sorgere una disputa su quale dei due casali fosse titolare di quella costruzione: entrambi ne rivendicavano il possesso, ma nessuno era disposto a cedere. Così, per tagliare la testa al toro, si decise di organizzare nei due paesi due distinte processioni che partendo dalle rispettive chiese parrocchiali avrebbero dovuto raggiungere la chiesa di San Giuseppe: avrebbe vinto, naturalmente, quella che fosse arrivata per prima. Giunto il giorno della disfida, le processioni partirono, ma nel bel mezzo del percorso cominciò a piovere. Conclusione inevitabile: i castrignanesi non seppero resistere al richiamo delle lumache e i salignanesi furono gli unici a raggiungere la chiesa di san Giuseppe che da quel giorno fu loro.


La Madonna di Leuca, protettrice dell'omonimo centro turistico, viene festeggiata il 15 agosto.