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lu sule, lu mare, lu vientu

Castrignano del Capo

Era abitudine dei Romani (ma anche una precisa strategia) costruire nei luoghi conquistati castelli, rocche, e distaccamenti militari che servivano come centri di difesa da eventuali atti di insurrezione delle popolazioni asservite (Descrizione: Emblema araldico Di colore azzurro, è costituito da un castello d'argento, chiuso e mattonato di nero, con il fastigio privo di merli, recante tre torri finestrate, ciascuna merlata alla guelfa, di cui quella centrale più alta e più larga. Blasonatura Drappo partito di bianco e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento. Riporta al centro lo stemma del Comune con l'iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune).


Sono numerosi gli esempi di roccaforti che pur costruite lontano dalle città ne costituivano il sistema di difesa. Così, tra Vereto e Leuca sorse uno di questi distaccamenti che si trasformò in un villaggio abitato anche da civili in seguito alla distruzione di Vereto avvenuta nel X secolo ad opera dei Saraceni. Una parte della popolazione scampata all'eccidio consumatosi nelle due città si stabilì in un luogo poco lontano da esse dando origine ai casali di Patù e di Morciano di Leuca; un'altra riparò tra le mura della fortezza che offriva migliori garanzie di rifugio.


Fu così che, con il passare del tempo, intorno a quel "castrum" romano si formò un centro abitato che venne chiamato appunto (Castrinium) Castrignano; al nome in seguito si aggiunse l'appellativo "del Capo" (e infatti è nel Capo di Leuca) per distinguerlo da un altro paese omonimo in Terra d'Otranto (Castrignano dei Greci).