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lu sule, lu mare, lu vientu

Castrignano del Capo

Quasi tutte le parrocchie diedero soluzione al problema con la costruzione di un apposito "tavolo" in pietra o in marmo posto davanti all'altare, solo a Castrignano e in qualche altro caso, si ricorse nella generale indifferenza alla drastica soluzione accennata. Come diretta conseguenza di ciò si ebbe anche la distruzione dell'antico emiciclo in legno posto alle spalle dell'altare maggiore (era parroco don Nino Fersurella).


Una sacrosanta reazione avrebbe dimostrato che la collettività degli individui di Castrignano si sentiva popolo e non massa e che i singoli si sentivano cittadini e non sudditi! Ma questa, per noi Castrignanesi, sembra quasi una normale e naturale tendenza se solo si fa caso a come abbiamo subìto per anni, senza peraltro troppo generalizzare, l'arroganza e la protervia di chi aveva il dovere di fornire i servizi burocratici municipali, postali o altri con la doverosa umiltà e cortesia proprie di coloro che svolgono un lavoro "al servizio" dei cittadini. La colonna votiva dedicata all'Immacolata Concezione (statua realizzata dallo scultore Martino Carluccio di Muro Leccese e ristrutturata nel 2004), costruita dai cosiddetti "mesci Nardi" (mastro Leonardo Picci) nel 1838 come ricorda un'iscrizione in latino riprodotta a pennello sulla facciata est dell'alto piedistallo quadrato, che sorregge la grande colonna:"A Dio Ottimo Massimo.  L'opera che tu scorgi dedicata alla Vergine Immacolata non da finta pietà fu costruita senza interruzione a sole spese di questo venerabile sodalizio nell'anno della riacquistata salvezza 1838"; si erge al centro di un incrocio del nucleo storico. La Colonna di San Michele (da attribuire per identità di forma e di modellato, allo stesso autore della statua della Madonna), fatta costruire nel 1839: era sindaco Domenico Calabrese, mastro falegname, possidente, che tenne la carica dal 1838 al 1848.