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Mari e Città

 

Il Salento, con la sua forma allungata, si insinua tra due dei mari più belli dell'intero bacino del Mediterraneo: lo Jonio, che con il Golfo di Taranto, lambisce la costa occidentale, prevalentemente bassa e caratterizzata da un'armoniosa alternanza di scogliere e grandi spiagge, e l'Adriatico che lambisce la costa orientale, ricca di strette insenature, grotte marine e, spesso, caratterizzata da alte scogliere a picco sul mare.

Le strette insenature e le alte scogliere sono il paesaggio che si incontra risalendo da Leuca a Otranto. Solo più a nord la costa ridiventa piatta e sabbiosa, con enormi spiagge, meta ambita di turisti e bagnanti.

Incastonate sulle rive di questi mari sorgono cittadine bellissime che vantano una storia millenaria; sicuramente le più conosciute per la storia e per la bellezza dei luoghi sono Otranto che, per secoli, ha dato il nome alla provincia, Castro, più a sud, una vera e propria roccaforte posta a difesa delle nostre coste, Leuca, la cittadina più a sud di Puglia ed, infine, Gallipoli, perla dello Jonio, vera e propria città fortezza, il cui nucleo antico sorge, con tutto il castello, su di un'isola collegata alla terraferma da un ponte.

Da Finibus Terrae, che si erge come una sentinella sul promontorio Japigio, alla leggendaria "Centopietre", di costruzione megalitica a forma di piccolo tempio, testimonianza da molti ritenuta Messapica, in Patù, o al castello del XV secolo di Salve, alle facciate dei bei palazzi rinascimentali ed i prospetti delle chiese di Alessano, si giunge a Tricase, dove si erge maestosa e sublime la Quercia Vallonea, detta dei "Cento Cavalieri", vero dolmen vivente ed unico esemplare, nella sua specie, in tutto il bacino del Mediterraneo.

La ricettività turistica, in questi ultimi anni, è notevolmente aumentata, perché il vasto ed incantevole litorale si è dimostrato in grado di ospitare numerosi turisti che vogliono godere di aria salubre, di mare pulito e di calma, ma anche conoscere il patrimonio paesaggistico ricco di macchia mediterranea (boschi di querce e di lecci, alloro e carrubo, corbezzolo, mortella e poi ancora di erbe e di arbusti aromatici come il timo, il rosmarino, la menta, la salvia, ecc.) di "Pajare", di rifugi come la grotta "Romanelli", la "Zinzulusa", del "Diavolo" o la grotta "Matrona" nella Marina Serra di Tricase, accessibile soltanto dal mare e bella per i riflessi dei raggi solari nell'acqua che si colora di tinte azzurre come nella grotta di Capri.

La costa jonica (Felloniche, S. Gregorio, Torre Vado, Torre Pali, ecc.) è invece, un susseguirsi di chilometri di sabbia con un mare dalle tinte cangianti dal blu intenso, al celestino, al verde. Il litorale jonico è stato continuamente migliorato per una ricettività turistica di grandi proporzioni nazionali ed internazionali.

Leuca comprende l'antico promontorio Japigio, che divide il mare Jonio da quello Adriatico. L'etimologia del suo nome, dal greco Lucos = bianco, splendente, richiama appunto il caratteristico splendore del suo ridente paesaggio. Esposta a mezzogiorno, è racchiusa tra le ultime propaggini delle Serre salentine, terminanti con punta Ristola e punta Meliso. Spiagge, litorali, marine ed insenature, luoghi ideali per vacanze immerse nella quiete di un paesaggio fiabesco ed incontaminato. Torri solitarie, antiche masserie, mute testimonianze di vita e tradizione, luoghi ideali per scoprire valori antichi e genuine sensazioni.

Il Salento, porta d'oriente, inizia a Lecce e finisce proprio sul tacco d'Italia, spostato a Oriente come se un Dio greco, per divertirsi, avesse tirato verso di sé quello stivale. Terra d'Otranto si chiamava il Salento, terra di Normanni. E la citta' che le dava il nome era una piccola potenza marinara affacciata sull'Oriente con i suoi monasteri basiliani come San Nicola di Casole, uno dei luoghi più colti e sofisticati dell'Europa del duecento. Lì si copiavano manoscritti preziosi, lì si parlava greco e latino, lì si approdava da Parigi come da Bisanzio.

Il monastero di Casole esercitò dal XI al XV sec. in tutto il Meridione d'Italia una funzione culturale anticipatrice del fenomeno umanistico dell'Italia centro-settentrionale. Qui fiorì un centro operoso di studi che raccolse gli antichi codici greco-latini. Presso lo scriptorium casolano sorse nel 1160, per la prima volta in Europa, la Casa dello Studente, poichè la seconda fiorì a Londra nel 1183. La scuola di Casole divenne il punto d'incontro degli studiosi d'Oriente e d'Occidente, i quali si scambiavano i codici, le esperienze e il sapere.
L'itinerario seguito dalle legioni romane per recarsi in Grecia e in Epiro era la via Appia da Roma a Brindisi e il suo successivo prolungamento sino ad Otranto dal cui porto salpavano le navi da guerra come quelle mercantili.

Nel IV sec. Costantino creò l'arteria stradale Roma-Otranto-Costantinopoli. Otranto divenne anello di unione tra le due Rome. La lingua greca, la presenza di colonie ebraiche, la posizione geografica e la rete stradale fecero di Otranto una città cosmopolita di traffico, di commercio e di cultura.

In tutto il Salento si respira un'aria particolare. Un'aria ferma, fatta anche di presenze mai ben chiarite. Terra di dolmen e di menhir, di grotte preistoriche di straordinaria importanza e di siti archeologici, di luoghi che paiono magici. Terra celebrata dai più rinomati scrittori quali Virgilio (Enea per fondare Roma sbarca nel Salento), Horace Walpole, scrittore inglese del 1700 col romanzo "The castle of Otranto"; terra oggetto di studi storici e antropologici da parte di studiosi stranieri di fama internazionale.

 

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