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lu sule, lu mare, lu vientu

Mari e città

Il Salento, porta d'oriente, inizia a Lecce e finisce proprio sul tacco d'Italia, spostato a Oriente come se un Dio greco, per divertirsi, avesse tirato verso di sé quello stivale. Terra d'Otranto si chiamava il Salento, terra di Normanni. E la citta' che le dava il nome era una piccola potenza marinara affacciata sull'Oriente con i suoi monasteri basiliani come San Nicola di Casole, uno dei luoghi più colti e sofisticati dell'Europa del duecento. Lì si copiavano manoscritti preziosi, lì si parlava greco e latino, lì si approdava da Parigi come da Bisanzio.


Il monastero di Casole esercitò dal XI al XV sec. in tutto il Meridione d'Italia una funzione culturale anticipatrice del fenomeno umanistico dell'Italia centro-settentrionale. Qui fiorì un centro operoso di studi che raccolse gli antichi codici greco-latini. Presso lo scriptorium casolano sorse nel 1160, per la prima volta in Europa, la Casa dello Studente, poichè la seconda fiorì a Londra nel 1183. La scuola di Casole divenne il punto d'incontro degli studiosi d'Oriente e d'Occidente, i quali si scambiavano i codici, le esperienze e il sapere.


L'itinerario seguito dalle legioni romane per recarsi in Grecia e in Epiro era la via Appia da Roma a Brindisi e il suo successivo prolungamento sino ad Otranto dal cui porto salpavano le navi da guerra come quelle mercantili.

Nel IV sec. Costantino creò l'arteria stradale Roma-Otranto-Costantinopoli. Otranto divenne anello di unione tra le due Rome. La lingua greca, la presenza di colonie ebraiche, la posizione geografica e la rete stradale fecero di Otranto una città cosmopolita di traffico, di commercio e di cultura.