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lu sule, lu mare, lu vientu

Il Medioevo

Nel 1266 giunsero nell'Italia meridionale gli Angioini di Carlo I d'Angiò. Questi introdussero un feudalesimo arcaico alla francese da cui preservarono solo Brindisi, che dall'epoca romana continuava ad essere un fiorente porto.


Con Alfonso I, detto il Magnanimo, gli Aragonesi che già governavano Catalogna, Sicilia e Sardegna acquisirono anche il Mezzogiorno dell'Italia e Napoli divenne il fulcro del loro dominio. Il periodo aragonese fu caratterizzato da continue immigrazioni di Albanesi, Schiavoni, Greci, Rumeni ed Epiroti che, attraversato il canale d'Otranto, si insediarono nel Salento, ma fu caratterizzato anche da un incremento negli scambi che il re catalano seppe dare all'economia salentina.


Ciò nonostante, il Salento continuò ad essere terra di conquista turca, infatti, nel 1480, sebbene fossero state predisposte delle torri di avvistamento a difesa del territorio, Otranto dovette cedere alla ferocia degli Ottomani.


Le continue incursioni di genti provenienti da ogni dove, di razza e culture diverse, furono per i Salentini fonti di gravi danni e continue lotte, ma li arricchirono da un punto di vista culturale, umano, linguistico e commerciale. Nel quattrocento il Salento era ormai avamposto di una cultura occidentale con lo sguardo rivolto ad Oriente, terra di artigiani e mercanti legati alle sorti di Venezia, tratto d'unione tra mondi di culture e religioni diverse accomunati da un unico fattore: la paura e l'amore per il mare, fonte di ricchezza e di pericolo.