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lu sule, lu mare, lu vientu

Le origini

E’ molto difficile stabilire, con precisione, a quando risalgono i primi insediamenti umani nella penisola salentina, ma è indiscutibile, comunque, che questa terra fu abitata sin dalla preistoria, come testimoniano resti quali avanzi di focolai, ossa umane e di mammiferi e strumenti in silice rinvenuti nella grotta Romanelli, nella grotta della Zinzulusa e nella grotta dei Diavoli a Porto Badisco.


Testimonianze che vengono fatte risalire al Paleolitico Superiore, cioè tra dodici e diecimila anni fa. Le splendide pitture rupestri parietali della Grotta dei Cervi, a porto Badisco, costituiscono una delle forme artistiche più importanti del Neolitico in Europa. Con il popolarsi delle rive del Mediterraneo, compaiono anche nel Salento intorno al IV millennio a.C. i primi villaggi di capanne, soprattutto lungo le coste ioniche, dediti alla lavorazione della ceramica, una prima forma, questa, di civiltà “protourbana”. Tra il III ed il II millennio a.C. la metallurgia rivoluziona l’artigianato neolitico sino a giungere all’età del Bronzo.


A questo periodo risalgono i Dolmen ed i Menhir che si trovano nel sud Salento. I Menhir sono delle colonne rettangolari, di forma irregolare, conficcate nella roccia. Più diffusi sono i Dolmen, monumenti formati da lastre di pietra, presenti anche sull’isola di Malta. Si pensa che questi avessero una certa funzione religiosa per i villaggi preistorici della penisola salentina.