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lu sule, lu mare, lu vientu

La Pizzica

E' difficile dire cosa sia la Pizzica. Giusto per avere un'idea, nel passato era un rituale di cura dal morso della tarantola; un gruppo di uomini con tamburelli, una chitarra, un organetto diatonico suonava di continuo (anche per molti giorni) finchè la tarantata, con un ballo ossessivo e ripetitivo, non esauriva la carica del veleno. Oggi è un rituale per le feste etniche in cui migliaia di persone si incontrano con tamburelli e altri strumenti tipici acustici per suonare e ballare insieme. Antichissima tradizione di musico-danza-terapia salentina, oggi molto praticata a scopo culturale, ricreativo, terapeutico. Fino a pochi decenni fa serviva a curare le 'tarantate', donne (ma anche uomini) che durante i lavori in campagna venivano morse dalla tarantola e impazzivano. Era necessario allora chiamare i suonatori-guaritori che eseguivano questa musica ritmata, ripetitiva, ossessiva che sostiene uno stato di trance. Elemento base e anche simbolo della Pizzica è il tamburello leccese; si suona in modo da dare il ritmo base, deciso, costante e altri battiti in terzine che fanno anche suonare i sonagli.


Il fenomeno del tarantismo è molto vasto e complesso, oggetto di studio da decenni di vari ricercatori, etnologi, ma non solo, fra cui Ernesto De Martino e quindi è sicuramente riduttivo descriverlo qua in due righe.

Dopo gli anni bui della colonizzazione televisiva, oggi il neo-tarantismo dilaga tra i giovani, in situazioni conviviali (sagre e feste in masserie), con questo ballo semplice e liberatorio (trance-dance) o di corteggiamento.

Siamo nel Salento (prov. di Lecce, Oriente d'Italia); è una calda sera d'estate, abbiamo voglia di far quattro salti, di scoprire qualcosa: che facciamo? Andiamo ad una sagra dove fanno la Pizzica.