Perle del Salento © 2013 | Disclaimer

lu sule, lu mare, lu vientu

La Pizzica

Per liberarsi dall'azione venefica del morso, tradizione vuole che il tarantato danzi e canti fino al momento in cui S. Paolo concede la grazia della guarigione.


E' proprio per volere di S. Paolo che ogni anno, in corrispondenza della festa del santo, il "pizzicato" ricada sotto l'effetto del veleno e debba compiere lo stesso rituale coreutico-musicale. Avvenuta la concessione della grazia della guarigione, questi deve poi recarsi a Galatina, dove si trova una cappella dedicata al santo.


La casistica dei tarantati vede una forte dominanza di donne come soggetti portatori del fenomeno ed il periodo del raccolto estivo come momento privilegiato per il morso. La motivazione, un tempo attribuita al fatto che gli uomini mietevano il grano con le falci mentre le donne raccoglievano le spighe cadute per terra e quindi erano maggiormente esposte al morso dei ragni o dei serpenti, in effetti è da ricercare nella condizione di vita delle donne, chiuse e represse, succubi di un ordine sociale limitante in tutti i settori, soprattutto quello sessuale.


Le ricerche condotte da Ernesto De Martino nel 1959 hanno confermato la tesi secondo cui ad alcuni sporadici casi di reale latrodectismo, corrisponde una netta maggioranza di casi in cui il morso è una giustificazione allo scarico di tensioni e frustrazioni individuali. La donna, quindi, è tarantata non perché morsa dal ragno, ma perché depressa e inibita, e trova nel tarantismo la possibilità di uno sfogo che, rientrando in un ordine culturale, protegge la portatrice dal marchio del disordine mentale.