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lu sule, lu mare, lu vientu

Le torri di avvistamento

Le popolazioni salentine vivevano sotto l'incubo del turco, e le orde islamiche di Maometto II funestavano il territorio (cocente è ancora la memoria dell' eccidio di Otranto). Nel sentimento popolare il turco costituiva il male supremo, l'incarnazione del demonio e contro di esso ogni buon cristiano doveva combattere e morire per la difesa del bene e della fede. Le genti di Terra d'Otranto erano perennemente allertate per una guerra senza tregua, e non si trattava di una guerra come le altre, poiché forte era il convincimento popolare che in gioco vi era la difesa della fede contro la crudeltà e la tracotanza islamica.


Giorno e notte, lungo le coste, attraverso il sistema difensivo di torri e masserie fortificate, nei casali, nelle città, ovunque vi fosse un utile punto di osservazione, si vigilava. La paura collettiva determinava comprensibili stati di ansia e spesso le notizie venivano esagerate; si spiavano, attraverso messaggi e informazioni, i movimenti delle navi avversarie, visto che ogni vela che appariva all'orizzonte poteva essere quella di un vascello nemico.


Fantasmi che si concretano in pietra, nelle centinaia di torri di difesa che si ergono fra il tavoliere salentino e le Serre. La funzione difensiva non si esaurisce col ciclo ottomano, in pratica concluso dopo la vittoria cristiana a Lepanto (1571), perché si rivolge anche contro pirati e briganti di ogni genere. Le torri della cintura salentina conservano, quindi, la fisionomia strutturale quattro-cinquecentesca ed è questo uno dei fattori che conferisce ad esse una carica di fascino salentino,l'alone romantico del rudere o, comunque, la persistenza selvatica della memoria.